DUEGI EDITRICE 96179 - Viaggio nelle Ferrovie Italiane FS anni 80 e 90
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Viaggio nelle Ferrovie Italiane FS anni Ottanta e Novanta. SECONDO VOLUME Fotografie di Roberto Crespi e Paolo Gregoris Testi di Angelo Nascimbene. Formato 30x24 cm. copertina cartonata, 345 foto a colori, 212 pagine


Un libro di treni e di paesaggi. Paesaggi della bell’Italia colti con garbo dagli autori e con un filo conduttore che si dipana man mano si sfoglia questa galleria di ricordi, vale a dire il dono innato della ferrovia di inserirsi ovunque con delicatezza nel territorio circostante. Una prerogativa del trasporto su rotaia che nel 1989 in Italia celebrò i 150 anni, commemorati degnamente dall’ETR X 500 quando il 25 maggio in Direttissima portò a 316 km/h la velocità massima raggiunta da un treno italiano. In effetti gli anni ’80 e ’90 per le Ferrovie dello Stato furono caratterizzati da cambiamenti epocali dal punto di vista tecnico e istituzionale. Ci riferiamo all’introduzione dei mezzi elettronici, allo sviluppo dei treni reversibili e all’avvio dell’alta velocità nell’esercizio quotidiano con un balzo di ben 70 chilometri nell’arco di tre anni: dapprima, nel 1985, a 200 all’ora con le E 444 e le carrozze Gran Conforto, poi nel 1988 a 250 km/h con gli ETR 450. Tutto questo mentre le FS conoscevano una lunga stagione di riforme: Ente dal 1° gennaio 1986 e Società per Azioni dal 16 agosto 1992, premessa della successiva divisionalizzazione. Il progresso, però, miete le sue vittime che in questi vent’anni sono numerose: in pratica scompare quella generazione di rotabili che viaggiava da mezzo secolo, che aveva rivoluzionato il trasporto ferroviario prima della guerra, fatto la ricostruzione e accompagnato il successivo sviluppo economico: dalle ALn 556 Breda e ALn 772 alle E 428 ed E 626, passando attraverso le elettromotrici pesanti e quelle leggere di prima generazione. Anche questa storia si dipana attraverso i ricordi fissati sulla pellicola lungo la penisola, restituendo una ferrovia estremamente variegata in cui il nuovo avanzava con un ritmo incalzante, ma lo faceva ancora -per così dire- nel rispetto della tradizione prima del progressivo appiattimento dovuto all’inevitabile unificazione del parco rotabili simboleggiato dalla nuova livrea XMPR.
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